Che cos’è l’ergonomia, a cosa serve e a cosa si applica

Sicuramente vi sarà capitato di sentire parlare di ergonomia e di chiedervi in cosa consista. In questo articolo illustreremo in maniera semplice di cosa si tratta, quali sono le sue caratteristiche e gli obiettivi.

Ergonomia: che cos’è

L’ergonomia è una branca della scienza che si occupa di studiare il rapporto fra l’uomo e gli elementi di un determinato sistema al fine di migliorare le esigenze psicofisiche di ciascuno di noi.

Il termine deriva da due parole greche, ovvero “ergon”, che significa lavoro e “nomos”, cioè legge. A discapito di quanto si potrebbe pensare, l’ergonomia non si applica solo al mondo del lavoro, ma riguarda diversi aspetti della nostra vita, in particolare tutti quelli in cui ci poniamo fisicamente in relazione con oggetti e ambienti diversi.

È un campo che interessa la medicina, l’antropometria, la biomeccanica, la psicologia, l’ingegneria biomedica, l’architettura, solo per citare alcuni dei tanti ambiti in cui è coinvolta e in cui si lavora al suo servizio per rendere la vita dell’uomo più salutare.

uomo in ufficio

Ergonomia: di cosa si occupa

Come abbiamo anticipato, l’ergonomia interessa diversi ambiti. In linea generale, un oggetto o un prodotto viene definito ergonomico quando sarà facile utilizzarlo, quando garantirà un livello adeguato di sicurezza, comfort, adattabilità e tanti altri fattori.

Queste caratteristiche sono essenziali affinché un servizio o prodotto possa essere considerato come ergonomico e, di conseguenza, permetta di svolgere delle azioni o dei compiti in buon equilibrio tra la salute del corpo e l’obiettivo da raggiungere.

Ergonomia: obiettivi

Gli obiettivi in campo ergonomico possono essere diversi. Questa scienza si occupa di analizzare gli effetti della tecnologia sull’uomo, sul suo comportamento e sulla sua salute.

È fondamentale notare che il suo scopo è preventivo, in quanto cerca di abbassare la probabilità che si verifichi un danno o una malattia sul corpo umano, per via di un’attività svolta in ambiente non salutare o dell’utilizzo di un attrezzo non ergonimico.

L’obiettivo dell’ergonomo è quindi quello di realizzare servizi o prodotti che garantiscano il benessere psicofisico dell’uomo e del lavoratore, evitando che sia vittima di un logoramento fisico o mentale per via dell’attività che svolge.

cos e l'ergonomia

L’ergonomia nel lavoro

Uno degli ambiti principali a cui si applica l’ergonomia (che è anche quello per cui è nata) è sicuramente quello del lavoro. L’ergonomia si occupa di ottimizzare le interazioni sul posto di lavoro tra uomo, macchine e ambiente, cercando di minimizzare i rischi psicofisici per il lavoratore.

Ma analizziamo questi tre elementi nel dettaglio:

  • l’uomo deve essere inteso come lavoratore in senso stretto, sia nel caso in cui svolga un compito fisico che nel caso svolga un lavoro mentale o cognitivo.
  • La macchina deve essere intesa come l’insieme degli strumenti o degli utensili utilizzati dall’uomo durante il suo lavoro.
  • L’ambiente fa riferimento all’insieme dei fattori che identificano il luogo in cui l’uomo sta lavorando. Ad esempio, possono comprendere la postazione di lavoro, la temperatura, l’umidità o lo spazio. Tra questi elementi troviamo per esempio l’illuminazione e il microclima. Infatti, è necessario che gli occhi non si affatichino più del necessario e che la temperatura, l’umidità e la pressione siano equilibrate.

Affinché le interazioni tra questi tre specifici elementi siano migliorate, la disciplina dell’ergonomia si collega a tantissimi ambiti, coinvolgendo insieme biomeccanica, psicologia, fisiologia, antropologia, ingegneria e tanto altro.

Tra i vantaggi del rispetto delle norme sull’ergonomia sul posto di lavoro vi è il fatto che contribuisce ad aumentare la produttività e allo stesso tempo ad abbassare i rischi e, di conseguenza, i costi.

dolori alla schiena

Come si diventa ergonomi?

Per specializzarsi nella professione di ergonomo certificato è necessario conseguire, per prima cosa, una laurea triennale. Uno di questi anni deve essere interamente dedicato all’ergonomia. In seguito, è bene acquisire una certificazione europea, rilasciata dalla SIE, che comprende un tirocinio supervisionato di almeno un anno e un’esperienza sul campo. Una volta superati i tre campi e fatta domanda per la certificazione, questo avrà la validità di cinque anni. Dopodiché, è possibile richiedere il rinnovo compilando un semplice modulo online.

Esistono anche dei master in ergonomia, a cui spesso accedono laureati in interior design, ma anche sociologi, psicologi e altre figure professionali.

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